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  • Maverick

    Dati raccolti stagione capsica 2017

    By Maverick

    15/07 1,60 Kg 21/07 3,80 Kg 26/07 2,90 Kg 27/07 2,60 Kg 30/07 5,20 Kg 03/08 8,80 Kg 05/08 2,80 Kg 07/08 6,45 Kg 11/08 12,70 Kg 16/08 12,30 Kg 18/08 4,60 Kg 19/08 1,65 Kg 20/08 4,50 Kg 21/08 5,75 Kg 23/08 5,10 Kg 27/08 10,55 Kg 30/08 3,75 Kg 31/08 3,15 Kg 02/09 7,00 Kg 04/09 9,60 Kg 08/09 16,00 Kg 11/09 6,20 Kg 15/09 3,30 Kg 21/09 6,60 Kg 23/09 10,10 Kg 29/09 3,00 Kg 04/10 6,80 Kg 06/10 6,30 Kg 12/10 6,40 Kg 16/10 2,50 Kg 21/10 8,10 Kg 02/22 10,10 Kg Totale: 200,20 Kg
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futuro anteriore (future's end)

E' inevitabile a venti anni sentirsi tenutari della verita' dell'universo, diventa preoccupante crederci ancora andando verso i trenta. Un caro amico musicofilo, che attualmente ha passato i 50, alla mia domanda   "…come, non ti piaceva l'equipe..?"   Rispose candidamente:   "…alla mia epoca, quella la vedevamo come roba vecchia..!"   Anagraficamente, questo mio amico e' di quella generazione che ha vissuto la regressione della musica nella fine deglia anni 70 come limite musicale: viziato da tutto quello che c'era stato (vedi il blog di Marco, imperativo!), verso i suoi venti anni non si e' adattato (e come avrebbe potuto!) alle nuove tendenze.   Questo capita a tutti: abbiamo una qualche affinita' con la "roba vecchia", che pero' riscopriamo crescendo, tipicamente quando ci accorgiamo di non avere sempre ragione, e difficilmente superiamo la barriera formata dal limite musicale.   Va da se che chi ha qualche anno in meno trovera' la nostra musica come roba vecchia….   Il pensiero dell'amico di cui sopra sul come nasce la musica punk e':   "…siamo giovani, ci piace la musica e non sappiamo suonare…"   Dopo anni di sperimentazioni, estetismi musicali, raffinatezze tecniche, il nuovo si basava solo sull'aggressivita' dei giovani:   la canzone punk tipica e' composta da pochi accordi, per lo piu' semplici, suonati ad un ritmo elevatissimo ed e' praticamente priva di assoli. In parecchi casi e' una cover di un rock'n'roll rielaborato accelerandolo e togliendo le parti solistiche.     Per chi era abituato a Emerson, Lake & Palmer o agli Yes (per dirne due tra i tanti), le cui musiche erano quasi virtuosistiche (in alcuni pezzi sembra chi ti dicano "guarda come sono bravo!") era impossibile accettare una tale involuzione.         Il movimento Punk   Che ci piaccia o meno, l'Inghilterra e' da sempre "lo spioncino" d'Europa: qualsiasi avvenimento tende a manifestarsi nella "perfida albione" con qualche anno di anticipo, e poi dilaga in terraferma.   Il punk non fa eccezione, nasce come movimento spontaneo di giovani del suburbio inglese, in uno degli innumerevoli momenti di crisi economica. Il proto-punk originale, non ha i capelli tinti o le creste di gallo, e' solo un adolescente con problemi di inserimento nella "societa' civile" inglese che ancora oggi e' composta da una ristretta upper class ed una enorme lower class, in genere con un tasso di cultura rasente l'analfabetismo. Questo stato di disagio, viene acuito da contrasti di natura etnica con i "nuovi" inglesi, gli immigrati dall'ex commonwealth, principalmente centro-americani... Una delle tante guerre tra poveri.   All'inizio, i punk praticamente sono i reietti, quelli che per vestirsi vanno nei negozi di surplus militare, dove trovano anfibi e vestiti caldi ed impermeabili a basso costo; non e' una moda, e' una esigenza. L'abuso di sostanze varie diventa normale consuetudine negli angoli delle strade.   Quando si diffonde, l'abitudine diventa pensiero sociale e poi moda. I locali piu' economici danno spazio a gruppi di giovani che strimpellano ad alto volume la loro avversione verso qualsiasi forma di ordine costituito e la loro rabbia per il non potere modificare la situazione; il pubblico e' parte integrante dello show, e spesso le esibizioni finiscono con la distruzione del pub. Nasce qui quello che i giovani di oggi chiamano "pogare", all'epoca i benpensanti lo chiamavano "slam dance", ed il termine rendeva inequivocabile cos'era.   Lo slogan era "NO FUTURE", si usano tutti modi per far vedere che si e' diversi dalle masse, i capelli tinti in colori improbabili, i pantaloni stracciati per normale usura cedono il passo a quelli comprati gia' "rotti", torna nei negozi abbigliamento "simil-militare"… e' moda, alla fine.   Cavalcando l'onda, le major discografiche scritturano alcuni gruppi, convinte di poter lucrare anche su questa moda.   Il caso dei Sex Pistols e' emblematico. Nonostante tutto riescono ad incidere un solo disco e con le premesse di cui sopra e' facile immaginare che disastro potessero essere i concerti; le relazioni tra membri del gruppo erano pessime; avevano problemi di alcool e tossicodipendenza; insomma potevano anche essere la moda del momento ma erano totalmente ingestibili.   Sex pistols live in Sweden         Parallelamente venivano su altri gruppi che proponevano un punk meno estremista, con le stesse premesse, ma con un fare piu' propositivo, tra questi possiamo ricordare i Clash, che oltre a suonare un pelino meglio (..e non ci voleva tanto!) avevano testi di impegno sociale: c'era una esortazione a fare qualcosa… il punk stava sciogliendosi come neve al sole, ma con un altro urlo di battaglia: Future is unwritten!     Clash tommy gun         Clash I fought the law         Questa sorta di "alzati e cammina!" venne visto in Italia nella maniera peggiore: durante un SanRemo joe strummer (leader chitarra e voce dei clash) si presento' con una maglietta con disegnata una stella a 5 punte (classica icona delle Brigate Rosse), fu uno scandalo! In conferenza stampa il buon joe dovette poi ammettere che non sapeva cosa fossero le BR e che credeva di aver indossato un simbolo che incitasse all'impegno sociale…(!)

nipotastro

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In uno specchio oscuro (In a mirror, darkly)

Tra amici capita di condividere alcune passioni musicali, ma ognuno di noi ha un lato oscuro, musicalmente parlando. Un mio collega ed omonimo, amante dei Sepultura e di quel genere di metal, aveva anche un trasporto esagerato per gli Abba; un amico amante della classica (e con numerosi anni di scuola di pianoforte alle spalle) aveva tutti i cd di Madonna... potrei continuare...   Il mio lato oscuro si estrinseca in una insana passione per il Quartetto Cetra, e per un interesse per i "complessi dei capelloni", i gruppi beat italiani.   Quartetto Cetra http://www.youtube.com/watch?v=FyDaK8X-DrQ   Carosello dei Cetra - spassosissimo http://www.youtube.com/watch?v=ZGFGeQURWTM...feature=related     Se trovate i dvd di Biblioteca di Studio uno, fateci un pensierino; le parodie dei grandi classici sono dei gioielli: musiche del periodo con i testi riadattati per l'esigenza, grandi attori e grandi autori.

nipotastro

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Hintergrat

Agosto 1977 ... Appena conclusi felicemente gli esami di maturita', con alcuni amici progettai una traversata del gruppo dell'Ortles-Cevedale da Pejo a Solda, con l'intento di toccare le cime principali rimanendo per molti giorni sempre sopra i 3000 m.   Le mie esperienze in montagna erano molto limitate, ma le montagne erano un mondo misterioso e affascinante che mi attirava irresistibilmente ... Non avevo ancora preso in considerazione l'arrampicata su roccia; le montagne che avevo in mente erano "nevose".   Tutto bene nei primi giorni della traversata; Vioz, Cevedale ... Brutto tempo invece nel giorno previsto per la via normale al Gran Zebru' ...   Nel pomeriggio mentre scendevamo dal rif.Casati verso il bivio per il rif.del Coston, alla nostra sinistra pian piano compariva sempre piu' impressionante la parete nord del Gran Zebru' ... devo aver camminato per km con lo sguardo fisso e la bocca aperta per la meraviglia. Quella parete sarebbe stata il mio sogno nel cassetto per quasi 10 anni ... ma questa e' un'altra storia e un altro capitolo del blog   La nostra meta per il giorno successivo era il Coston di dentro dell'Ortles (Hintergrat). Adesso, a distanza di tanti anni e con tanta esperienza, mi rendo conto di quanto temeraria fosse stata l'idea di salire quella via senza alcuna esperienza e con scarsa attrezzatura; tuttavia l'entusiamo era immenso e le capacita' fisiche al massimo (18 anni!) ... niente mi sembrava impossibile!   I miei 4 amici non erano pero' proprio dello stesso parere ... gia' la sera al rifugio, al cospetto di sua maesta' l'Ortles (3905 m), l'incertezza si insinuava nel gruppo. All'alba (per vie di questo tipo di parte alle 4) due erano cosi malandati (mal di schiena e dolori alla pancia) da dover rinunciare.   Gli altri due resistettero alcune ore su per il pendio nevoso (ora pietroso) che costituisce la prima parte della salita; poi, su un passaggio un po' piu' difficile, decisero che non sarebbero saliti un metro in piu' ...   Come ho gia' detto, quel giorno nulla avrebbe potuto fermarmi; credo sia stato uno dei giorni piu' "magici" della mia vita. Cosi', avendo visto che comunque c'era anche un'altra cordata in parete, una coppia di fidanzati tedeschi, lasciai ai due "amici" tutta l'attrezzatura e continuai da solo. In poco tempo raggiunsi i due tedeschi e un po' in inglese un po' a gesti chiesi se potevo unirmi a loro e utilizzare la loro corda nei punti piu' critici ... Il resto della salita e' scolpito per sempre nel mio cuore; la via e' veramente spettacolare, in certi tratti sembra di essere su una cresta himalayana! Il mio entusiasmo era irrefrenabile, semplicemente quel giorno "volavo". A mezzogiorno in punto il trio improvvisato raggiunse la vetta e verso le 17 il rifugio Payer sull'altro versante del monte. La' aspettavano i miei amici, ormai ristabiliti dai piccoli malanni; ricordo bene il loro sguardo invidioso, mi ha insegnato che a volte bisogna "osare".   Unico rammarico, non ho foto di quel periodo e non ho nemmeno foto digitali recenti di quei monti (solo stampate).   Queste le ho trovate in Internet, spero che i legittimi proprietari non se la prendano   Gran Zebru, Zebru e Ortles da sud   Una vista della Hintergrat (guardando indietro sul tratto appena percorso)     Cercando altre foto ho trovato un bel servizio fotografico completo sulla via; vale la pena visitarlo e ingrandire le splendide immagini: http://www.climberland.net/hintergrat/hintergrat_it.htm   Ci sono anche due spettacolari viste sulla nord del Gran Zebru ... durante l'ascesa dell'Hintergrat ero certo che un giorno l'avrei scalata, pero' ... il resto alla prossima puntata

PepperAdmin

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Dove regna il silenzio (Where Silence Has Lease)

Mi sono sempre domandato come mai le ragazze detestassero la "mia" musica. Magari non tutte, ma la stragrande maggioranza non ha un buon rapporto col rock (figuratevi con punk-ska-reggae...!).   Nelle ragazze in fase adolescenziale, si crea una insana passione per autori ed esecutori melodico-romantici, con storie possibilmente disperate o semplicemente tristi...!   Nella mia prima tempesta ormonale (che in tutti i maschietti dura dalla puberta' agli anni dell'universita', e poi forse si prende un po' ferie) mi e' capitato di assistere ad alcuni concerti solo perche' qualcun altro voleva andarci. Che esperienze: Renato Zero, Pooh... No, non Baglioni! Venne in tour qualche tempo dopo, e a quel punto mi interessava un'altra ragazza.   Con la stessa motivazione mi e' toccato di andare in discoteca. Eravamo nei primi anni 80, le discoteche della mia zona erano poco piu' che dei garage e cosi' nasceva il mito delle grandi discoteche del riminese: multisala, effetti speciali, rinnovo trimestrale degli arredi... per un paio di anni, pur detestando quella musica, organizzammo gite per andare all' "altro mondo studios" di Rimini, al "Sandokan" vicino Perugia, al... bhe, erano parecchie, erano molto grandi e facevano musica un po' diversa dalle nostre.   In alcuni locali il fatto che ci fossero piu' sale era ininfluente:una era riservata al liscio, e se c'era la terza sala questa era piccola, semibuia, con divanetti e musica soft... mai avuto la fortuna di poterne usufruire!   Tra i pochi contatti con la musica commerciale, mi ricordo heart of glass dei blondie   date un'occhiata al video, da sola Debbie Harry vale il biglietto!   Di tutte le andate in discoteca ho pochi ricordi, piu' che altro episodi, ma non musica, devo averla rimossa incosciamente...   DiscoMusic e musica da discoteca   Negli anni 70, e non solo dopo La febbre del sabato sera, prende piede un tipo di musica ballabile, diretto erede del soul e del funky; e' un fenomeno che in Italia arrivera' con ritardo (vi ricordo le trasmissioni dell'epoca..) ma le musiche sono tutt'ora conosciute. Puo' non piacere il genere, ma gli artisti conoscevano la musica e sapevano suonare.   Il pezzo lo conoscete di sicuro, ma seguite il giro di basso... http://video.google.it/videoplay?docid=-3886948199706774797   d'annata anche questo: http://www.youtube.com/watch?v=HAt85hcaQNU   Poi, in vista degli anni 80, iniziano via via a sparire tutti i musicisti (avete buttato un occhio ai video?!?), ed entra piu' o meno gradualmente l'elettronica nella musica. Nella rassegna degli orrori vi faro' sentire canzoni nelle quali si sente un solo strumento tradizionale, batteria elettronica e campionatore (tastiera). Non ci vuole molto a trovarle, la maggior parte della musica italiana degli anni 80 e' fatta cosi'!   Considerate che in questi anni (gli 80) anche il celebratissimo festival di S.Remo fa a meno dell'orchestra (non sarebbe servita) e del "live": playback per artisti e ospiti.....   In discoteca, e siamo sempre negli '80, occorrevano musiche omogenee, che consentissero al Disk-jokey di mixare senza variare il tempo tra un pezzo e l'altro; qualche genio invento' dei dischi grandi quasi come gli LP, che per qualche motivo ignoto andavano ad un numero di giri diverso, con un unico brano composto da vari pezzi tagliati, mixati e spesso ripetuti (non ricordo se si chiamasse EP, mi pare ma non ne sono certo), commercialmente nasce la dance(music).   In genere in discoteca non sentivi la musica che passava in radio, TV sorrisi e canzoni, all'epoca aveva nella pagina delle classifiche dei dischi tre sezioni: 45 giri, LP(33 giri) e piu' ballati in discoteca.   Verso la meta' degli anni '80 cambia un po' tutto, e tutto diventa progressivamente un po' piu' simile a com'e' oggi

nipotastro

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Ieri, oggi, domani (All good things)

In un'estate dei primi anni '80, nella mia comitiva (come si diceva all'epoca) balneare approdarono degli oriundi dalla Francia. All'epoca li detestai, e onestamente la mia avversione verso cio' che e' made in France non si e' molto diluita nel tempo. Costoro avevano l'abilita' di affascinare la componente femminile del gruppo, col risultato di rimorchiare in maniera per noi insperata.   Pero' portarono anche una folla di dischi e nastri (peraltro per nulla graditi dalle ragazze) con qualcosa che noi ignoravamo: l'hard Rock.   In realta' molta era gia' roba vecchia, ma per me fu una vera rivelazione: Kiss, AC/DC, Motorhead, ed il primo LP degli Iron Maiden (omonimo).   Bene o male, quello e' stato il mio limite musicale: pur avendo ascoltato negli anni a venire moltissima musica, non sono piu' riuscito ad affezionarmi ad un genere musicale.     Il limite musicale (mentale)   Sono convinto che ci sia un limite oltre il quale non si riesce piu' ad ascoltare la musica, ma questa si sente soltanto.   Tutti quelli che conosco sono o sono stati divoratori di musica, e tutti hanno ascoltato generi diversi, fino a quando hanno iniziato una fase di … stasi. Si continua a fruire della musica, ma in un modo diverso: da prodotto di lunga durata diventa un usa e getta.   In realta' c'e' sempre qualcosa che ci piace, o che ci andrebbe di comperare (o scaricare in epoca recentissima) ma se la analizziamo, scopriamo che e' la versione "puntodue" di qualcosa che ascoltavamo prima di raggiungere il limite.     Nel mio caso continuo ad ascoltare punk, ska, rock ed heavy metal, anche se nel tempo questi nomi hanno perso di significato, o indicano cose diverse.     Un giorno di non tanti anni fa, feci ascoltare con entusiasmo a quella che poi sarebbe diventata mia moglie un cd degli Smash Mouth, il suo giudizio fu una coltellata:   <<…ci sono canzoni di due tipi: le brutte e le sceme…!>>   Le brutte erano eredi del punk-rock, le sceme dello ska.   Poi ho comperato le Sennheiser.

nipotastro

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Incontro a Farpoint (Encounter at Farpoint)

Quando arrivai alle superiori, mi sentii come un pesce rosso nella vasca dei pirana.   Nell'anno scolastico 78-79 aleggiava ancora l'ondata di rivolta partita un paio di anni prima; le scuole erano zeppe di militanti politici che organizzavano scioperi e occupazioni pro o contro qualcosa ed alla fine c'erano quasi sempre scontri tra le scolaresche di diversa fede politica.   Praticamente, la mattina vedevo se potevo entrare in aula o se era piu' salutare tornare a casa: affrontare l'ira dei genitori mi sembrava il male minore.   In questo periodo, capitava di fare filone (far sega per i romani, bigiare per i milanesi, fare sciopero come motivazione ufficiale) e di andare con alcuni compagni a casa di qualcuno dei grandi (quelli del triennio) a parlare (parlare, parlare, parlare…) ed ascoltare musica.   Il gruppetto al quale mi associavo, si riuniva a casa di un grande che aveva un fratello piu' grande (universitario) e, dal mio punto di vista, infinitamente piu' simpatico; non parlava di politica ma di musica e ci faceva ascoltare, commentandoli, i dischi che lui riteneva indispensabili per un minimo di cultura musicale.   A fine anno i miei voti non furono esaltanti, ma ero l'unico dodici-tredicenne a conoscere pink floyd, genesis, doors, Emerson lake & palmer, yes, area, new trolls ed anche qualcosa di classico: Beatles, Rolling Stones, Led Zeppelin, Deep purple, simon & garfunkel, Crosby, Still, Nash & young, Bob Dylan…..ed anche qualcosa di diverso: sex pistols, new york dolls, ramones…     Negli anni successivi, con il diplomarsi dei grandi, l'impegno politico scemo' e purtroppo anche le mie fonti di informazione musicale.     Nel frattempo era passata una legge che regolamentava le trasmissioni via etere, morivano le radio libere e nascevano le radio private.     Ignorato in Italia dalle poche trasmissioni musicali (Hit parade e Discoring, ed in seguito superclassifica show !!) nasceva, brillava e praticamente moriva il punk. Non storcete il naso, l'idea che ne avete potrebbe non essere giusta; ne parlero' prossimamente, per ora sappiate solo che il punk fa da spartiacque per la musica: da quel momento le case discografiche smetteranno di produrre la musica che e' di moda ed inizieranno (si perfezioneranno in realta') a creare ed imporre le mode musicali.       Ascolti consigliati: per i primi anni 70 seguite i post di Marco, sono una miniera…   Per la fine dei '70, come musica commerciale, ricordo American generation – the ritchie family Video killed the radio star – Buggles

nipotastro

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Mito

Tra i molti "top climbers" attivi nei primi anni '80 uno tra tutti merita in particolar modo di essere ricordato: Patrick Edlinger.   In quegli anni era per me un vero mito. Il suo stile fluido anche nei passaggi piu' difficili e' un modello ancora oggi.   I numerosi film di arrampicata di cui e' protagonista sono interessanti per la difficolta' delle vie, lo stile con cui sono superate e anche per le tecniche cinematografiche sicuramente innovative all'epoca.   Ecco alcuni esempi ... (la qualita' non e' eccellente, si tratta di film di oltre 25 anni fa)   Una spettacolare salita "solo" nello stile piu' perfetto ... niente corda ... via anche le scarpe! http://it.youtube.com/watch?v=dRSRsO9QbQc&...feature=related   Un film vero e proprio (in tre parti): Opera vertical http://it.youtube.com/watch?v=iQs3XMYDucs http://it.youtube.com/watch?v=QPbfqKFFuQs&...feature=related http://it.youtube.com/watch?v=T4tzXZXyBTM&...feature=related   Una parte di un altro film: La vie au boit des doigts (La vita sulla punta delle dita) http://it.youtube.com/watch?v=HzIo2IleE-c&...feature=related   Per finire, un po' di allenamento ... http://it.youtube.com/watch?v=rX1xBJgCpeo&...feature=related   Non sono particolarmente adatto per giudicare, ma a occhio e croce direi che anche le dolci fanciulle per nulla interessate all'arrampicata potrebbero trovare piacevoli questi filmati, soprattutto l'ultimo ...

PepperAdmin

PepperAdmin

 

nuovi strani mondi - l'effeemme

La mia generazione forse e' l'ultima ad avere i ricordi in bianco e nero, dal '76 in Italia iniziarono le trasmissioni a colori, e proprio in quell'anno (o giu' di li) scoprii la funzione del pulsante "FM" della radio di mia nonna.   All'epoca avevo due radio a batterie, una con la faccia di Topolino, l'altra rettangolare con sopra la scritta "transistor" ; erano le cose a cui tenevo di piu', anche se di giorno si sentivano solo due emittenti. La notte, magicamente, tra sibili fischi e fruscii spuntavano folle di linguaggi strani, per me incomprensibili. Erano radioline in AM, di giorno c'era la rai, di notte le emittenti straniere; notiziari, poca musica e per lo piu' non interessante.         Ma la radio della nonna aveva il tasto FM, la porta per un universo parallelo fatto di radio private: semplicemente musica e niente giornali radio.     in seguito scoprii che per "fare" una radio privata bastava un trasmettitore fm, spesso autocostruito (Elettronica pratica docet), e tutti i dischi di un gruppo di amici; nella maggioranza dei casi il segnale non raggiungeva la fine del quartiere, e si creavano folli rivalita' tra concorrenti, che via via si autocostruivano amplificatori di segnale con potenze sempre maggiori, con l'unico risultato di "rientrare" nei citofoni..   Nell'etere c'era una babele di suoni, ogni zona della citta' aveva le sue stazioni, che si accavallavano con le quelle dell'isolato vicino...   Anche le radio "vere" erano locali: erano solo in scala un po' piu' grande e avevano molti piu' dischi, ma non necessariamente migliori, anzi, per lo piu' trasmettevano le hit del momento   Chiunque poteva farlo in seguito ci provai anche io...   Chi vuole, puo' vedere questo mondo in "Radio Freccia" di Ligabue; se lo fate guardate "lo sfondo", gli ambienti, e sentite la musica ...   Dimenticavo: avevo 11 anni, non ho ricordi musicali del periodo, a parte Ramaya di Afric Simone, Disco Duck e Soul Dracula... ma ho il pudore di non mettere i link, se proprio volete (a vostro rischio e pericolo) cercateveli su youtube da soli!       ps la risposta a la vita, l'universo e tutto quanto e' 42! (se non ci credete provate a ricercare su google answer to life, the universe and everything ) ma questa e' un'altra storia.

nipotastro

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Che Guevara

Il monte Casale si trova nella valle del Sarca, a nord della punta del lago di Garda e in prossimita' del lago e castello di Toblino.   La parete e' immensa, un catino di bianco calcare alto 1 km e largo 1,5 km.   Non e' un monte molto famoso, ma suscita in me ricordi particolari ... Tra Natale e capodanno 1980 ho salito su questa parete (nel settore destro, piu' verticale e impegnativo) una lunghissima via aperta negli anni '30 e mai ripetuta; a causa della brevita' delle giornate invernali la salita ha richiesto due giorni, con una interminabile notte fermi in parete (dalle 17 alle 7 del mattino successivo). Una vera avventura! Peccato che proprio negli ultimi 50 m la stanchezza e la ormai scarsa concentrazione mi abbiano giocato un brutto scherzo; un attimo di disattenzione e ... yahoooooo! un bel volo di circa 25 metri (l'unico della mia carriera) . Nessuna conseguenza grave, ma contusioni ed escoriazioni un po' dappertutto e una caviglia fuori uso che ha reso molto problematico il rientro. (tra parentesi dopo una decina di giorni dovevo partire per il servizio militare; grazie a questa storia sono riuscito a trascorrerne una buona parte in convalescenza; non tutto il male vien per nuocere ).   Ora il settore sinistro della parete e' percorso da una via ferrata denominata "Che Guevara". Non e' difficile, ma lunghissima e con un rientro ancora piu' lungo e veramente impegnativo.   Ecco qualche foto relativa ad una salita con mio nipote e mia figlia.   La giornata non prometteva gran che ... peccato per le foto panoramiche (impresentabili), ma tutto sommato una fortuna per la salita; in un'altra circostanza l'ho salita in agosto in pieno sole ... un deserto verticale abbacinante ...       Una vista d'insieme (come dicevo, impresentabile , ma da l'idea delle dimensioni)       Gli eroi all'attacco della prima corda fissa (a sinistra mio nipote Enrico, realizzatore pratico di molte mie idee per la coltivazione dei peppers)       Momenti della salita           Ancora uno sguardo verso il settore piu' "alpinistico"       La discesa inizia con un sentiero nel bosco cosi' ripido che e' stato parzialmente attrezzato con una corda d'acciaio (primo e unico esempio di "ferrata" su alberi e fango che mi sia capitato di vedere). Con una leggera pioggerellina, nubi, nebbia e una luce irreale sembrava un girone dantesco ...   Tre lunghissime ore dal piccolo "dente" che di vede al centro della foto fino al termine della discesa.     Tutto sommato, una bella giornata!

PepperAdmin

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L'evoluzione dell'arrampicata

Nel periodo in cui ho praticato l'arrampicata vera e propria (fine '70-inizio '80) si discuteva se il limite delle capacita' umane fosse il fatidico 6° grado oppure se creare una scala delle difficolta' chiusa fosse stato un errore madornale ... Messner scandalizzava tutti pubblicando un libro intitolato "Settimo grado" ... Qualche decennio dopo e' evidente che la seconda ipotesi era quella giusta. L'arrampicata libera (o sportiva, come si chiama oggi) ha fatto enormi progressi, ora le difficolta' massime si esprimono con numeri a 2 cifre (!).   Anche l'approccio alle grandi pareti e' cambiato. Un film sulla salita in tre giorni della via The Nose su El Capitan (Yosemite, USA) al Festival di Trento del 1977 mi aveva entusiasmato. Ora c'e' chi percorre la stessa via in poco piu' di tre ore (1000 metri verticali) sia pure sfruttando tutte le attrezzature gia' presenti.   Ecco tre interessanti filmati per chiarire per immagini ...   Nel primo, uno dei top-climber del momento sfida le leggi di gravita' sulla via probabilmente piu' difficile ... So che e' difficile per chi non ha mai arrampicato valutare realmente la difficolta', ma provate ad appendervi su una appiglio orizzontale anche di grosse dimensioni e con i piedi appoggiati piu' avanti rispetto alle mani anche solo per pochi secondi ... poi considerate che il filmato dura molti minuti e ... guardate le dimensioni di certi appigli ...   Lo stile "lento" di una altro grande climber sulla stessa via e' forse ancora piu' impressionante   http://www.youtube.com/watch?v=s5Dc_lYnjWE&NR=1   Il terzo filmato e' appunto una "corsa" contro il tempo sul Nose de El Capitan; una prestazione atletica fantastica e una confidenza incredibile con l'ambiente verticale ... in certi passaggi alla fine del filmato c'e' letteralmente un km di vuoto sotto i piedi ... e senza corda!   http://www.youtube.com/watch?v=heIiGX3__Qg

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Ferrata Biasin

Questo blog non puo' che iniziare con la mia prima ferrata, sulle montagne di "casa".   Il gruppo del Carega (termine che in dialetto veneto significa "sedia") e' situato al termine della Val d'Illasi (all'imbocco della quale si trova il paese dove vivo).   Nonostante la bassa quota, il gruppo e' molto vasto, complesso e articolato; guglie, creste, canaloni ... pian piano cerchero' di descriverlo tutto ... lo percorro in lungo e in largo da almeno 35 anni e posso ben dire di conoscerlo come le mie tasche. La roccia e' molto simile alla dolomia, infatti il gruppo e' noto anche come "Piccole Dolomiti"; come le piu' illustri cime dolomitiche, le pareti cambiano tonalita' di colore a seconda dell'ora del giorno e della luce solare.   La ferrata "G.Biasin" e' molto famosa e anche temuta per la grande esposizione (cioe' per la verticalita' e il senso di "vuoto" che puo' provocare). Per me tuttavia e' ormai poco piu' di un sentiero; avevo 14 anni quando l'ho salita la prima volta, da solo e senza alcuna attrezzatura (incoscienza da adolescente) e da allora l'avro' salita almeno 50 volte e in tutti i modi possibili (anche con un braccio ingessato).   Poiche' e' molto vicina a dove si lascia l'auto (15 minuti a piedi), spesso la salita della ferrata e' la degna conclusione al termine di una escursione sui numerosi sentieri del gruppo.   Tecnicamente la ferrata e' breve (100 m di dislivello) e relativamente semplice perche' oltre al classico cavo d'acciaio sono presenti moltissimi pioli e staffe metalliche ... e' un po' come salire una scala.   Certo la verticalita' e' assoluta (anzi complessivamente la parete e' leggermente strapiombante) e alcuni passaggi sono piuttosto atletici (soprattutto all'inizio). Percorrerla e' sempre divertente e stimolante.   Purtroppo non ho foto recenti della parete, tutte quelle che ho sono stampate e non su supporto digitale; rimediero' appena possibile (cioe' alla prossima escursione). Le foto sono relative ad una salita effettuata con mia figlia Chiara.         Al termine della salita e' possibile continuare sul sentiero detto "delle creste" ... penso che dalle foto si intuisca il motivo.     Il sentiero conduce direttamente alla Cima Carega, il punto piu' alto del gruppo (2259 m) dove si trova anche il Rifugio Fraccaroli.  

PepperAdmin

PepperAdmin

 

Adrenalina

La mia passione per i peppers e' recente, ma due altre grandi passioni mi accompagnano da tanti anni, gli scacchi e le montagne.   Un filo conduttore comune lega questi miei interessi: la ricerca di esperienze "forti", il livello di adrenalina sempre alle stelle ... L'assaggio di un ultra-hot dona sensazioni non molto diverse dal finale di una partita a scacchi (di torneo) quando magari il tempo sta per esaurirsi e tutto si gioca sul filo dei secondi e sulla velocita' di riflessione ... Vi risparmio comunque le mie esperienze scacchistiche perche' viste dall'esterno e da non esperti sono veramente noiosissime ...   La passione per le montagne invece puo' essere un buon argomento su cui raccontare e si presta a realizzare e pubblicare foto interessanti.   Ho iniziato ad andar per montagne giovanissimo; poi la naturale evoluzione e' stata l'arrampicata su roccia e ghiaccio che mi ha impegnato tra i 18 e i 25 anni ... purtroppo di quegli anni non ho praticamente alcuna foto (le macchine digitali non c'erano ancora e comunque non sono mai stato appassionato di fotografia).   Dopo una lunga pausa (matrimonio, figlia, attivita' in proprio ...) durante la quale mi sono limitato a lunghe passeggiate, ho ripreso con impegno. Non arrampico piu', ma mi diverto a inventare escursioni lunghe e impegnative o a percorrere le piu' belle vie ferrate delle Dolomiti e della zona del Garda. Spesso vado da solo, a volte con mia figlia e mio nipote. Nonostante l'eta' (ora posso dire che vado per i 50) cerco di tenermi in forma (tre corse a settimana, palestra).   Mi piace muovermi sulle montagne in liberta', sempre leggero e possibilmente veloce (ma le pause di contemplazione non mancano mai).   Adesso basta con le chiacchere. Ogni nuova pagina sara' dedicata ad una specifica ferrata o escursione; ogni tanto un "intervallo" con mie riflessioni generale sulle mie esperienze.  

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2010 Seeds in the soil

Yesterday, I planted the first seeds of 2010.         Seed I planted were:   [in] Capsicum chinsense [/ i] Bhuta Jolokia, Chocolate Bhuta Jolokia, 7 Pod, Yellow 7 Pod, Douglah Trinidad, Trinidad Scorpion - Morouga Blend, Morouga Yellow, Pimenta da Neyde, Naga Moriches, Habanero, Limo, Limon, Habanero Golden Bullet, Peruivian White Habanero, Spicy Porto Rican , Wild chinense   [in] Capsicum frutescens [/ i] Tabasco Greenleaf   [in] Capsicum baccatum [/ i] Inca Red Drop, Pimenta Barra Do Ribeiro, Aji Brazilian Bonanza Unknown Large Red baccatum michu from Peru,   [in] Capsicum annuum [/ i] O'odams Indian Piquin, Chiltepin DOI031 (Origin: Cameron County, Texas)   I have already sown the Locato PI 387838 (Capsicum pubescens) in early December. One of the seeds have already germinated.     Within a few weeks, I will plant more varieties mainly annuum but also some baccatum.   / / Patrik

Patahontas

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